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Il territorio

D’estate, tutte le strade portano a Marzamemi, una delle regine incontrastate del turismo siciliano in quanto città di mare. Mare che va ben oltre il lungo litorale locale della Spinazza, e che abbraccia idealmente la punta nord rappresentata dall’Oasi faunistica di Vendicari, e la punta sud rappresentata dai litorali della vicina Portopalo di Capo Passero. In quel virtuoso sodalizio col barocco di Noto e Modica, e con l’archeologia di Siracusa, la frazione marinara di Pachino è in testa tra i luoghi del desiderio del turismo nel sud est siciliano.

Piazza Regina Margherita durante le proiezioni

Piazza Regina Margherita durante le proiezioni

Marzamemi piace perché è città aperta, ben rappresentata in questo suo essere luogo di incontro dalla centralissima piazza Regina Margherita. La piazza, già set naturale di diverse produzioni cinematografiche, da quando è stata chiusa al traffico è diventata l’isola nell’isola, crocevia di lingue e dialetti, ombelico della movida notturna con l’adiacente Balata, luogo della memoria con i tetti bassi delle ex casette dei pescatori, oggi rinati con pub e locali pubblici, e con la facciata aggredita dal tempo del palazzo del principe di Villadorata che ricorda i tempi in cui Marzamemi era una “dependendance” della nobiltà commerciale netina.

Il fascino del Sud e dei suoi estremi, da sempre elemento di richiamo di turisti e viaggiatori, ha nel piccolo borgo della provincia siracusana un concentrato di armonia, dove il centro storico è rimasto quasi intatto con le casette dei pescatori ormai per gran parte recuperate e adibite a residenze turistiche o pubblici esercizi. Il tutto viene guardato a vista, e quasi protetto, dal mare Ionio.

Il mare è da sempre il fulcro di ogni attività. Il borgo è nato attorno all’approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest’ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una tonnara, che è stata tra le più importanti della Sicilia, oggi restituita alla sua maestosità grazie ad un importante lavoro di recupero. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione degli Arabi in Sicilia. Nel 1630 venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata di Noto.

Marzamemi vista dal mare

La tonnara di Marzamemi vista dal mare

I Villadorata potenziarono i fabbricati della tonnara portando da Avola e da Siracusa degli abili carpentieri, che poi rimasero residenti a Marzamemi. Nel 1752 costruirono il palazzo e la chiesa della tonnara, e le casette dei marinai. Agli inizi del Novecento fu costruito a Marzamemi uno stabilimento di lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sott’olio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra. Il mare oggi è soprattutto richiamo turistico e lega in un certo qual modo le sorti di Marzamemi a quelle della vicina Portopalo di Capo Passero, ex frazione di Pachino, a Sud, e dell’area naturalistica protetta di Vendicari, a Nord. Diventa un tutt’uno, infatti, il lungo litorale che comincia da Vendicari, appunto, passa per la Cittadella, arriva a San Lorenzo, per poi attraversare la lunghissima spiaggia della Spinazza, la vera spiaggia di Marzamemi, per poi proseguire a Sud e arrivare a Portopalo con la sua Isola di Capo Passero e l’isola delle Correnti.

Le origini del nome Marzamemi non sono certe. C’è, da una parte, chi lo fa derivare dalla parola araba Marsà al hamen, che significa Rada delle Tortore. Il nome deriverebbe dall’abbondante passo di questi uccelli, in primavera. Altri lo fanno derivare da Marza-Porto, Memi-Piccolo ovvero piccolo porto.

In pieno centro storico di Marzamemi, e facente parte della tonnara, si trova la piazza del paese, Piazza Regina Margherita, finalmente da qualche anno isola pedonale. L’isolamento dal traffico veicolare ha restituito alla piazza la sua centralità come luogo di incontro. Impagabile il fascino che la piazza esercita sui tanti turisti che affollano le notti sotto le stelle del festival del Cinema di Frontiera ogni anno a fine luglio. Non in pochi hanno paragonato l’atmosfera di quelle sere con quelle del ben più noto e grosso festival svizzero di Locarno.

Sempre per restare in tema di cinema, la piazza è nota anche per essere stata teatro naturale di numerosi film di successo, a cominciare da “Sud”, film di Gabriele Salvatores girato per intero a Marzamemi, o “Mario, il mago” di Klaus Maria Brandauer.

La vecchia chiesa sconsacrata in passato ha ospitato installazioni video del festival

La vecchia chiesa sconsacrata in passato ha ospitato installazioni video del festival

Sulla piazza, si affacciano i due prospetti delle chiese, la vecchia e la nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore della borgata, e il prospetto del Palazzo del Principe di Villadorata, proprietario della tonnara.

La chiesa nuova, fu fabbricata per munificenza di papa Pio XI. Il prospetto è semplice, lineare. Al centro, al di sopra del portale, spicca un rosone, di stile romantico. La chiesa antica, costruita come il palazzo del Principe, nel 1752, è in pietra arenaria, ha tre gradini di pietra, i quali portano al portone d’ingresso. All’interno, la chiesa è a una navata: aveva un altare centrale, purtroppo, crollato, come la copertura della chiesa. Restano una parte del campanile e accanto un arco.

Il lato ovest della piazza è occupato dal palazzo del Principe di Villadorata. Fu costruito nel 1752, in pietra arenaria. L’ingresso è costituito da un portone di legno, il cui portale è rappresentato da un arco, che ha, al centro, una chiave con lo stemma di famiglia. Sulla parte superiore della facciata, posti alla stessa altezza e alla stessa distanza l’uno dall’altro, si trovano cinque canali (due sono andati perduti) di scarico dell’acqua piovana, che hanno la forma di grosse mensole, terminanti, anteriormente con viri umani. Un ampio cortile centrale dà aria e luce agli ambienti interni; una scala di pietra, a due rampe, porta nell’appartamento del principe, che ha una struttura molto semplice. Da questo appartamento si accede in un ampio terrazzo, dove erano costruiti dei sedili in pietra, ora distrutti dal tempo. Sulle mura del terrazzo si aprono delle feritoie, che servivano a sparare contro i pirati. Sempre dall’appartamento del principe, ma, dalla parte opposta del terrazzo, si accede a un balconcino, dal quale il principe si affacciava per controllare il lavoro dei pescatori nel magazzino sottostante. Questo magazzino, chiamato “Camperia”, ha delle arcate su cui venivano poste delle immagini sacre e delle ciotole, destinate alle offerte per la festa del patrono. All’interno del magazzino si trovano le barche usate per la pesca dei tonni, lo “scieri”, le “chatte”, gli uncini (che servivano per tirare su il pesce) e le reti.

Superato l’arco che unisce il palazzo del principe alla vecchia chiesa, si arriva alla Balata, uno dei due piccoli porti naturali di Marzamemi. Qui sono state girate alcune scene de “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore. La Balata è come una piccola piazza, limitata in parte da case e in parte dal mare. è pavimentata con lastricati di calcare compatto, di forma rettangolare. All’interno si trovano due fabbricati: la “vecchia Fabbrica” e la “Casa Cappuccio”.

L’altro porto, quello della Fossa, oggi sede dello yacht club locale, è stato scenario del film “Oltremare”, del 1999, del regista campano Nello Correale, il quale sarebbe tornato in riva allo Jonio per creare il Festival del Cinema di Frontiera.